Crea sito

Grassi: è colpa di loro se ingrassiamo?

Grassi: è colpa di loro se ingrassiamo?

Spesso demonizzati, vittime di discriminazioni nelle diete low fat, capo espiatorio utilizzato da chi è in sovrappeso, ebbene sono proprio loro i GRASSI.

Ma sono davvero loro i responsabili dell’aumento di peso? 

La risposta non è per nullasemplice e scontata, perché si è vero tra i tre macronutrienti sono quelli con coefficiente calorico più alto, ovvero 9 Kcal per grammo contro le 4 Kcal per grammo di carboidrati e proteine, e con la termogenesi indotta dalla dieta più bassa, circa 3% contro il 30% delle proteine e il 7-15% dei carboidrati, ma sono utili anche loro per numerose funzioni ed è per questo necessario introdurne il giusto quantitativo.

Per questi motivi è bene non escluderli
dalla dieta, ma tutto al più fare attenzione alle tipologie di grassi che si assumono, poiché ognuno ha un diverso effetto sull’organismo.

I grassi possono influenzare la colesterolemia, e così avere un impatto sull’aumento o la diminuzione del rischio cardiovascolare ad essa legato.

A questo proposito è bene tenere presente che le LDL sono la frazione di lipoproteine ritenuta “cattiva” poiché porta il colesterolo dal fegato verso i tessuti, può ossidarsi se rimane in circolo a lungo e può depositarsi a livello delle arterie e dare problemi di aterosclerosi, mentre le HDL sono la frazione “buona” poiché portano il colesterolo dalla periferia del corpo al fegato per poter essere utilizzato, sono un po’ gli spazzini del corpo, lo ripuliscono dal colesterolo in eccesso, per questo motivo è bene avere dei livelli bassi di LDL ed alti di HDL.

Una volta assunti i grassi possono influenzare la colesterolemia in modi differenti:

  • Gli acidi grassi saturi portano ad un aumento della produzione di LDL da parte del fegato e in misura minore fanno produrre anche HDL.
  • Gli acidi grassi TRANS hanno sempre un forte effetto pari o superiore agli acidi grassi saturi sulla produzione di LDL, ma oltre a ciò fanno anche diminuire la produzione di HDL, quindi sono fortemente negativi (es. grassi idrogenati à MARGARINE).
  • Gli acidi grassi monoinsaturi CIS fanno diminuire la produzione di LDL e aumentare quella di HDL (es. olio extravergine d’oliva).
  • Gli acidi grassi polinsaturi fanno diminuire maggiormente la produzione di LDL e fanno aumentare la produzione di HDL, ma in misura minore rispetto ai precedenti (omega 3 e 6). Essi sono un costituente delle membrane cellulari, servono per il corretto sviluppo cerebrale, sono coinvolti nell’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K), fanno da precursori per alcuni ormoni, inoltre qualche tipologia di grassi aiuta a mantenere in salute il cuore e le arterie (omega 3 e 6).

Le cose però si complicano perché non tutti i grassi saturi hanno un effetto deleterio sulla salute ma dipende dal tipo di grasso saturo: gli acidi grassi saturi con numero di atomi di carbonio da 4 a 10 (C4:0-C10:0) non hanno effetto sulla colesterolemia, mentre acido laurico (C12:0), miristico (C14:0) e palmitico (C16:0) fanno aumentare la produzione di LDL, mentre l’acido stearico (C18:0) non ha effetto sulla colesterolemia, poichè viene convertito dall’organismo in acido oleico, quindi quelli da tenere sotto controllo nell’alimentazione sono i 3 centrali.

Inoltre l’effetto degli acidi grassi saturi può essere modulato anche in base alla matrice alimentare in cui si trovano, cioè in base a cosa sono mischiati nell’alimento, questo determina un aumento o una diminuzione della produzione di LDL. Per esempio il formaggio ha meno effetti associati alla colesterolemia rispetto al burro, oppure lo yogurt è associato ad una diminuzione delle LDL, il cioccolato fondente invece contiene acidi grassi che riducono i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, oltre a contenere molecole antiossidanti.

Per quanto riguarda i polinsaturi ne fanno parte omega 6 e omega 3, questi sono detti acidi grassi essenziali piochè l’organismo non può provvedere alla loro sintesi, per questo e bene introdurne la giusta quota con l’alimentazione. Hanno effetti opposti, per riassumere gli omega 6 stimolano il sistema immunitario ma sono pro-infiammatori, mentre gli omega 3 stimolano il metabolismo delle ossa e sono anti-infiammatori. È per questo consigliato mantenere un rapporto 5:1 tra omega 6/omega 3, si stima infatti che in Italia il rapporto di assunzione medio sia 11:1 fortemente sbilanciato verso gli omega 6. Ciò in parte è dovuto alle abitudini alimentari europee, spostate verso un consumo maggiore di frutta oleosa e di olii vegetali piuttosto che di pesce, ed in parte al fatto che gli omega 3 sono generalmente poco presenti negli alimenti e spesso presenti assieme ai 6. Perciò tornando al quesito iniziale i grassi non possono essere considerati i soli responsabili di obesità e sovrappeso poiché abbiamo visto che sono utili al nostro corpo, ma bisogna fare attenzione a quali tipi di grassi si assumono, ma nonostante ciò è bene tenere presente che sebbene siano più calorici non si può ingrassare se il l’assunzione calorica giornaliera non supera il dispendio calorico. In linea puramente teorica si potrebbe dimagrire mangiando anche solo grassi purchè le calorie ingerite non superino quelle spese. In ogni caso, visti i loro effetti sulla salute, è bene inserirli all’interno dell’alimentazione con un po’ di criterio, per questo motivo ci vengono in aiuto i LARN che propongono dei range di riferimento per i vari tipi di lipidi.

Valori dei LARN 2014: l’intervallo di riferimento per i lipidi totali è del 20%-35%, i grassi saturi devono essere inferiori al 10% (valore identico all’EFSA), i polinsaturi devono essere tra 5% e 10%, di cui 4-8% omega6 e 4-8% omega3, gli acidi grassi trans invece non hanno un valore di riferimento, ma l’indicazione è quella di consumarne il meno possibile, per quanto riguarda il colesterolo i quantitativo consigliato è inferiore a 300mg.

Grassi: è colpa di loro se ingrassiamo? ultima modifica: 2018-04-16T16:24:34+00:00 da belleconavon

Leggi Anche:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità del materiale. Pertanto, non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all’art. 1, comma III della L. n. 62 del 7.03.2001. ©Il Materiale sono di proprietà e il copyright dei rispettivi proprietari