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Il söfran

Il söfran

sofran

Oggi vi porto a scoprire la Valle Grana, parte della nostra provincia di Cuneo, per raccontarvi la storia di un particolare prodotto (e per rimanere in tema con il precedente articolo Venta FeLu)
Innanzitutto, capiamo dove ci troviamo: tra la Valla Maira e la Valle Stura, la Valle Grana si estende da Caraglio fino al Colle Fauniera, a 2511 m. Gli alpinisti la conoscono per i suoi monti Tibert e Viridio, i buongustai per l’ottimo formaggio Castelmagno, i ciclisti per il Santuario di San Magno. Scopriamo allora un’altra caratteristica di questa valle: la coltivazione del söfran, lo zafferano!

Nome tecnico Crocus sativus, la parola zafferano giunge dall’arabo za῾farān. Fa parte della famiglia delle Iridaceae e viene coltivato per lo più in Asia minore e in molti paesi del Mediterraneo. La pianta si presenta come un bulbo (di circa 5 cm di diametro) contenente delle gemme da cui vengono originate le foglie, strette e allungate, e i fiori di colore violetto, costituiti da sei petali. Una curiosità: non generando semi fertili, lo zafferano può essere riprodotto solo attraverso la clonazione del bulbo.

Lo zafferano viene utilizzato soprattutto in cucina come spezia: grazie al suo particolare sapore e alla sua colorazione può arricchire le più differenti preparazioni. Le sue qualità non si limitano al gusto: è un buon antinfiammatorio (per mezzo della curcumina), stimola la digestione e l’assorbimento dei grassi ed ha proprietà antiossidanti. Ricco di benefici per la pelle, può essere un alleato contro l’acne. Non è finita: questa spezia può funzionare come antidepressivo in quanto stimola specifici neurotrasmettitori legati all’umore ed è anche un afrodisiaco poichè favorisce la produzione di serotonina.Tutto da provare, naturalmente…sempre senza esagerare! L’assunzione di 20 grammi di prodotto può infatti essere letale.

 

Il söfran ultima modifica: 2019-06-17T13:28:53+00:00 da belleconavon

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